Costrittività organizzativa in rapporto professionale con
compagnia di Assicurazione
(Perizia
a cura del Dott. Riccardo Grassi – Medico Legale)
Su sua richiesta in data 30/3/2004 ho sottoposto a visita
medico legale il Sig. B.M., agente assicurativo, al fine di valutare la natura
e l’entità della patologia psicosomatica e del conseguente danno
all’antecedente integrità psico-fisica allo stesso derivato da condizioni di
costrittività organizzativa che riferisce essergli state imposte nel rapporto
professionale intercorso con una Compagnia Assicurativa nel periodo 1999 –
2003.
Stato anteriore: sviluppo
psico-fisico nella norma; coniugato con un figlio; anamnesi familiare e
personale patologica negativa (in particolare, non ha mai avuto disturbi di
natura psico-somatica ne ha mai assunto farmaci prima dei fatti per i quali è
attuale giudizio).
Referto Pronto Soccorso Asl del 24/5/2002: ..
Malattia.. Crisi d’ansia… Anamnesi ed esame obiettivo: … si
presenta lamentando palpitazioni e malessere generale in periodo di stress
emotivo. Riferisce in passato buona salute; non assume farmaci… lucido,
collaborante, eupnoico… ECG: neg… Diagnosi: crisi
d’ansia… si consiglia terapia
ansiolitica… si riaffila al curante…
Visita Psichiatrica Prof. P.F.
del 20/7/2002: “… affetto da Disturbo panico
con agarofobia (aerofobia da timori di non controllo di impulsi autolesivi)
in comorbilità con un disturbo d’ansia generalizzata e depressione (con
tematiche di morte da polarizzazione ipocondriaca sulla funzionalità cardiaca).
Tale patologia, tutt’ora in atto, è in rapporto con eventi e situazioni
stressanti verificatisi nell’ambito lavorativo ove sono tutt’oggi
persistenti..”
Prescrizioni di terapia
psicofarmacologica, Prof. P.F. in data 20/7 – 24/8 – 26/10 e 14/12/2002 +
22/2/2003
Visita Psichiatrica Prof. P.F.
22/2/2003: è tutt’ora in cura con P.., C… perché affetto da
“Disturbo panico con agarofobia” in comorbilità con depressione maggiore. Tale
patologia, dominata da manifestazioni d’ansia con preoccupazioni ipocondriache
e timori di non controllo di pulsioni autoaggressive, è migliorata in funzione
del trattamento che deve essere proseguito ma è tutt’ora presente per il
persistere di problemi e vicissitudini attinenti all’ambito lavorativo che a suo
tempo ne hanno precipitato l’insorgenza.
Visita Psichiatrica Prof. P.F.
del 6/3/2004: B.M. è stato da me curato dal
luglio 2002 al febbraio 2003 per un Disturbo panico con agarofobia (con
timori di non controllo di impulsi autolesivi) in comorbilità con una
condizione concretizzante uno stato di “depressione maggiore”. Con la terapia
assunta è stato in accettabile equilibrio psicoaffettivo tutt’ora compromesso
in rapporto con eventi e situazioni di stress attinenti all’ambito lavorativo.
Il periziando riferisce di lavorare da vari anni come
agente assicurativo: dal 1999 ha iniziato un rapporto di natura libero
professionale con una compagnia assicurativa nella quale afferma di avere
trasferito il proprio portafoglio clienti già in essere presso altra
assicurazione; dopo un primo periodi di relativa normalità dei rapporti
professionali, il periziando dichiara che furono sollevate nei suoi confronti
numerose contestazioni con addebito di errori nella emissione delle polizze,
poi rilevatisi in massima parte infondati: nonostante il suo impegno
professionale, già realizzato in modo proficuo nei precedenti rapporti di
lavoro e, alla prova dei fatti, confermato anche dai controlli effettuati sulle
prestazioni professionali rese nei confronti della nuova compagnia
assicurativa, afferma che con tale compagnia non fu possibile instaurare alcun
dialogo ne forma di collaborazione per un sistematico reiterato ostruzionismo
caratterizzato da atteggiamenti rivendicativi tanto immotivati quanto stressanti
e tali da incidere in misura pesantemente negativa anche sul proprio equilibrio
psico – fisico. Il rapporto conflittuale fu aggravato dalla richiesta di
pesanti indennizzi, anche con addebito diretto sul foglio cassa di premi di
polizza nemmeno incassati.
ANAMNESI
PATOLOGICA
Il periziando riferisce che, a seguito del protrarsi della
descritta situazione conflittuale in ambito lavorativo, iniziò ad accusare una
sindrome ansiosa con disturbi del sonno e localizzazioni psicosomatiche
prevalentemente gastroenteriche e cutanee (disordini dell’alvo, dispepsia,
eruzioni cutanee, psoriasi) gradualmente strutturatasi fino a configurare una
vera e propria patologia neuropsichiatria tale da richiedere controlli clinici
e terapie farmacologiche specialistiche, tutt’oggi in atto.
STATO SOGGETTIVO ATTUALE: il periziando lamenta
una persistente sintomatologia depressivo – ansiosa con accentuato senso di
insicurezza stato di allarme, insonnia, attacchi di panico, timore di
comportamenti impulsivi non controllati; riferisce polarizzazione ideativa di
tipo depressivo con atteggiamenti ipocondriaci e manifestazioni psico –
somatiche viscerali e cutanee (in particolare dichiara accentuata instabilità
psico – emotiva, discinesie motorie, psoriasi).
ESAME
OBIETTIVO
Soggetto normotipo, destrimane; buono il tono – trofismo
cutaneao muscolare. Esame neuropsichico: evidente stato
depressivo – ansioso con polarizzazione ideativi su tematiche di
autosvalutazione e di natura ipocondriaca; fini tremori palpebrali e delle dita
a mani protese; discinesie motorie; accentuata insicurezza ed instabilità psico
– emotiva talora con note di astenia e riduzione dello slancio vitale; presenza
di psoriasi.
VALUTAZIONE
MEDICO – LEGALE
Tenuto conto della
descritta anamnesi lavorativa e patologica non si può negare che la
conflittualità instauratasi in ambito lavorativo abbia inciso in misura
importante sulle condizioni di equilibrio psico – fisico del soggetto tanto da
arrecare un danno sensibile alla sua antecedente integrità psico – fisica;
quanto riferito circa i rapporti di lavoro intercorsi con la compagnia assicurativa dal 1999 ad oggi appare, infatti,
configurare una situazione di stress lavorativo con sistematica messa in atto
di atteggiamenti ostruzionistici tali da configurare situazioni di
costrittività organizzativa quali oggi si riconoscono sotto l’espressione di
“mobbing”, determinanti una condizione di sovraccarico psichico e conseguente
usura ed esposizione a rischio di patologia professionale; l’attuale
orientamento giuridico (Corte Costituzionale, sentenza 179/88 e Circolare Inail
71/03) prevede, infatti, l’indennizzo di tutte le patologie professionali,
anche se non gabellate, nella quale sia riconoscibile una valida concausa di
fattori riconducibili all’organizzazione aziendale dell’attività lavorativa e
sono ormai comunemente accettate e definite varie situazioni di mobbing legate
ad atteggiamenti coercitivi e incongruenti nei rapporti di lavoro, messi in
atto in modo sistematico al fine di ostacolare le prestazioni e arrecare un
danno al lavoratore; in tale senso l’Inail ha elaborato un elenco di costrittività
organizzative configuranti situazioni di abnorme organizzazione dei carichi
di lavoro, coercizioni organizzative ed esasperazione dei controlli,
demansionamento forzato e marginalizzazione dell’attività lavorativa,
esclusione dai programmi di aggiornamento e formazione professionale,
trasferimenti o variazione di mansioni reiterate e immotivate, ovvero
comportamenti di ostilità, anche semplicemente verbale quale il sistematico
rifiuto del saluto o l’esclusione ingiustificata da attività e piani di lavoro,
tali da consentire il riconoscimento dei disturbi psichici quale malattia
professionale con responsabilità oggettive anche di natura civilistica del
datore di lavoro. Pertanto, sulla base di quanto esposto, tenuto conto
della documentazione medica e degli attuali riscontri soggettivi e obiettivi,
da ritenere oramai stabilizzati, considerando lo stato anteriore e la giovane
età e vista la criteriologia di riferimento valutativo medico – legale, ritengo
di poter validamente sostenere che la descritta conflittualità lavorativa ha
determinato una riduzione dell’antecedente integrità psico – fisica del
soggetto configurante un danno alla salute o un danno biologico quantificabile
in responsabilità civile in misura non inferiore al 10%.
Dott.
Riccardo Grassi
Medico –
legale